Aurélien Bory, Sans Objet: Festival di Salisburgo

Lo spettacolo

“Sans Objet” di Aurélien Bory sarà presentato al Festival di Salisburgo.

Sono come marionette, ma diverse da qualunque marionetta che abbiate mai visto. Il teatro delle marionette di solito nasce dalla manipolazione degli oggetti da parte dell’uomo. In Sans Objet guardiamo un oggetto che manipola esseri umani.


Ambientato in un mondo al di là della lingua, si dipana un dialogo con una sofisticata coreografia tra un uomo e una macchina, un balletto avvincente tra corpi umani e un corpo meccanico, o meglio un solo arto antropomorfo, ossia un enorme braccio robotico che fuoriesce da uno fabbrica automobilistica di montaggio degli anni Settanta. I movimenti del robot sono complessi, precisi e perfettamente ripetibili, ossia hanno qualità che i colleghi in carne ed ossa faticano molto per imitare, malgrado siano notevoli le loro capacità e la loro preparazione. Al tempo stesso, il potere del braccio è, con tutta evidenza, di gran lunga superiore a quello dei corpi umani in scena. È troppo potente e terrificante. L’energia repressa nel robot riempie il teatro.

Lo spettacolo, che attinge anche dalla danza e dal circo, solleva quesiti sostanziali sul rapporto tra uomo e macchina in un modo grafico e viscerale. Il titolo, “Sans Objet”, significa “senza scopo”. Una traduzione più audace sarebbe “inutile”. Ma, qui, chi o cosa è inutile? Gli attori che vengono trasportati sul palco come se fossero un carico di merce? Oppure il robot, un modello antiquato, eccessivamente umanizzato, ora obsoleto, un pezzo d’antiquariato?

Chi ha il controllo? Nonostante la superiorità del robot sia evidente, è un prodotto della mente umana, concepito, disegnato, costruito, programmato e gestito da uomini. Eppure, sarà sempre così? Oppure un giorno i robot si emanciperanno? Abbiamo un futuro? (David Tushingham)

Quest’avvincente esibizione di teatro visivo è adatta a tutte le età.

Aurélien Bory, Concept, Regista e scenografo
Tristan Baudoin, Controllo e programmazione del robot
Joan Cambon, Musica
Arno Veyrat, Luci
Pierre Rigal, Assistente artistico
Joël Abriac, Suoni
Sylvie Marcucci, Costumi
Pierre Dequivre, Struttura
Frédéric Stoll, Struttura dello schermo
Isadora de Ratuld, Tinteggiatura
Guillermo Fernandez, Trucco
Arno Veyrat, Direttore tecnico
Compagnie 111, Aurélien Bory, Florence Meurisse, Produzione

Rappresentato da Olivier Alenda e Olivier Boyer

Ospiti d’eccezione della rappresentazione Compagnie 111 – Aurélien Bory

Coprodotto da:
TNT–Théâtre National de Toulouse Midi‐Pyrénées,
Théâtre Vidy‐Lausanne E.T.E., Théâtre de la Ville‐Paris, La Coursive‐Scène national La Rochelle, Agora‐Pôle national des arts du cirque de Boulazac, Le Parvis–Scène nationale Tarbes–Pyrénées

Coadiuvato dal Festival internazionale di mimo londinese

Con un ringraziamento speciale a L'Usine, lieu conventionné Arts de la rue – Tournefeuille

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