Paesaggi interiori: Balletto dell'Opéra di Parigi
Lo spettacolo
La scrittura incisiva di William Forsythe si unisce alla musica di David Morrow per offrire il trio Rearray, un brillante insieme di tema e variazioni che spinge i corpi al limite.
Intitolata «Inner Landscapes», questa serata suggerisce una ricerca intima, un’esplorazione delle emozioni e del movimento in tre pezzi, due dei quali sono nuove aggiunte al repertorio.
In Vers un pays sage (1995), il coreografo Jean‐Christophe Maillot rende omaggio a suo padre, il pittore Jean Maillot. Sulla musica frenetica di John Adams, i danzatori si impegnano in una maratona abbagliante, una gioiosa esplosione di colore.
Aszure Barton fa il suo debutto all’Opéra di Parigi con un pezzo in bianco e nero, Busk (2009), il cui titolo si riferisce sia alla parola inglese per spettacolo di strada sia allo spagnolo buscar (cercare). Utilizzando musica gitana e corale, la coreografa canadese mette in risalto il potenziale dei corpi dei danzatori in un linguaggio espressivo e virtuosistico, talvolta vicino alla pantomima.
Vers un Pays Sage
Ingresso nel repertorio
Jean‐Christophe Maillot
Coreografia, scenografia e costumi
John Adams
Musica (1947)
Dominique Drillot
Disegno luci
Rearray
Basato sulla coreografia creata per Sylvie Guillem e il Sadler’s Wells Theatre di Londra (2011)
William Forsythe
Coreografia, scenografia e costumi
David Morrow
Musica (1952)
Dorothee Merg
Disegno costumi
Tanja Rühl
Disegno luci
Busk
Ingresso nel repertorio
Aszure Barton Coreografia
August Söderman, Camille Saint‐Saëns, Daniel Bélanger, Lev « Ljova » Jourbine, Moondog, Slava Grigoryan
Musica
Nicole Pearce
Scenografia e disegno luci
Michelle Jank
Disegno costumi
Con gli Étoiles, i Primi Solisti e il Corpo di Ballo dell’Opéra di Parigi
Musica registrata